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Conversion, baptême et fidélité

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mercredi 1 septembre 2010
1er PÈLERINAGE À PAVIE auprès des reliques d'AUGUSTIN
By NDK @ 06:51 :: 3476 Views :: 0 Comments :: Article Rating :: Expression - Awal, La période musulmane (7ème siècle à aujourd'hui), Association Fraternité Notre-Dame de Kabylie -Lalla n-Jerjer-
 

Site du journal : http://avvenire.ita.newsmemory.com/


«Con Agostino, dall’islam a Gesù»

Pellegrini a Milano e Pavia un gruppo di maghrebini convertiti


DI LORENZO FAZZINI


C hristophe si chiamava Mohammed, una volta. Un nome che racchiude in sé un’identità precisa: l’essere musul­mano. Arrivato in Francia dall’Algeria, ricevette un «primo annuncio» del Vangelo da alcuni cristiani prote­stanti. «Negli anni ’70, rispetto a og­gi, era più facile diventare cristiani provenendo dall’islam. A quel tempo fra i musulmani non erano così dif­fuse le posizioni radicali che oggi por­tano alcuni a chiedere di togliere i cro­cifissi addirittura dalle pareti di scuo­le e ospedali cattolici». Poi Mohammed ha chiesto il battesi­mo nella Chiesa cattolica ed è diven­tato cristiano. Già rappresentante nel commercio, ora è un nonno felice in pensione con tre nipoti, avuti dai tre figli e abita nella regione parigina. Cir­ca una decina di anni fa, era il giugno 2001, insieme ad altri musulmani convertiti al cristianesimo, ha dato avvio ad un gruppo di preghiera e di sostegno, Mère Qabel , che ha trovato accoglienza nella diocesi di Meaux, nella regione dell’Ile de France. «Qui tutte le domeniche ci incontriamo a pregare perché anche i nostri fratelli musulmani possano ricevere e acco­gliere la chiamata di Cristo. E dal 2007 aiutiamo nel cammino verso il cate­cumenato quanti hanno difficoltà a compiere questo percorso». Ogni an­no a Notre Dame de Kabylie, la par­rocchia della diocesi di Creteil che o­spita questo servizio di accompa­gnamento, arrivano quattro-cinque aspiranti cattolici provenienti dall’i­slam. In questo cammino – che se­condo Christophe riguarda ogni an­no in Francia 150-200 persone, guardando solo a quanti bussano alle porte della Chiesa cattolica, non contando dunque chi ap­proda alle Chiese protestanti o alle Ortodosse – è av­venuto un incon­tro decisivo e arricchente: quello con alcune grandi figure della Chiesa dei primi secoli. «Abbiamo scoperto che alcuni grandi personaggi dei primi secoli del cristianesimo provenivano dalle nostre terre di origine, Algeria, Marocco, Tunisia, insomma quello che è conosciuto come Maghreb.
Penso a Tertulliano, Cipriano e Ago­stino, nato e cresciuto in Algeria». Di qui è nata, nella parrocchia di Notre Dame e con altri gruppi che seguono questi «nuovi cristiani dall’islam», l’i­dea di un pellegrinaggio sulle tracce del vescovo di Ippona. Così dal 26 al 30 agosto 27 persone tra cristiani ve­va, nuti dall’islam e catecumeni in cam­mino verso il battesimo saranno a Mi­lano e a Pavia. «La maggior parte di lo­ro – spiega Christophe – sono di ori­gine maghrebina». Del pellegrinag­gio in Italia ha dato notizia nei giorni scorsi l’agenzia AsiaNews : l’iniziati­la prima di questo tipo («ma con­tiamo di ripeterla fra qualche anno, andando anche a Roma», spiega Ch­ristophe) prevede una visita a Milano, dove Agostino venne battezzato da sant’Ambrogio e a Pavia, che nella Ba­silica di San Pietro in Ciel d’Oro cu­stodisce le spoglie del­l’autore delle Confes­sioni .

Vi prendono par­te anche le associazio­ni Saint-Augustin di Nantes, i gruppi My­riam Baouardi e Char­les de Foucauld della diocesi di Albi-Tolosa.

Con questo pellegrinaggio, in ma­niera simbolica, si vuole promuove­re e diffondere una nuova consape­volezza in materia di libertà religio­sa. Inclusa la libertà di conversione. «I cattolici italiani e francesi devono sapere che la libertà di abbracciare il cristianesimo – come ogni altra fede – è vietata dall’islam. Questo è uno scandalo che non si può accettare. Perché? L’islam invita tutti a conver­tirsi e a diventare musulmani, ma un islamico non può diventare cristiano. Nei Paesi islamici tutto ciò è vietato e non è accettato dalla comunità i­slamica neppure in Paesi come Fran­cia e Italia. Vogliamo dire il nostro no a questo apertheid, che è contrario ai diritti umani e alle Costituzioni dei nostri Paesi». Il responsabile di Mère Qabel sottolinea come in Paesi a maggioranza islamica come Maroc­co, Algeria, «perfino in Arabia Saudi­ta, vi sono conversioni al cristianesi­mo. Ma queste persone si nascon­dono per motivi di sicurezza». Cri­stophe – che porta un nome emble­matico:


colui che porta Cristo
– sen­te profondamente e personalmente questa sfida: «Non vedo perché do­vrei essere impedito di avvicinare al cristianesimo i miei fratelli musul­mani. Sono diventato cattolico e ho vissuto un’esperienza così magnifica che spero che anche altri possano ac­cettare di diventare figli di Dio e fra­telli di Cristo».

Immigrati in Francia dal Nord Africa, hanno incontrato Cristo e la Chiesa. «Mère Qabel», la loro associazione, sostiene il cammino del catecumenato Era Mohammed, ora è Christophe: «Chiediamo libertà religiosa. Anche per i musulmani che diventano cristiani»


SCENARI

Golfo Persico, crescono i cristiani

Nel Golfo Persico vive una Chiesa «inaspettata» ma alquanto rilevante. Se nel Medio Oriente si assiste all’esodo dei cristiani, in queste terre il numero dei fedeli cresce considerevolmente. Nel vicariato d’Arabia, che è il più esteso al mondo (oltre agli Emirati Arabi comprende il Qatar, il Bahrain, l’Arabia Saudita, l’Oman e lo Yemen), i cristiani sono milioni: in media tra il 7 e il 10% della popolazione, ma negli Emirati superano il 30% degli abitanti. Alla Chiesa del Golfo è dedicato l’ultimo numero di «Mondo e Missione», il mensile del Pime, che esce alla vigilia del Sinodo per il Medio Oriente convocato per ottobre.


Au commencement était la Parole
Un incontro del gruppo «Mère Qabel», nella diocesi di Meaux, in Francia

 Sur la terre comme au cielPavia: San Pietro in Ciel d’Oro (foto Boato)

 

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