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«Con Agostino, dall’islam a Gesù»
Pellegrini a Milano e Pavia un gruppo di maghrebini convertiti
DI LORENZO FAZZINI
C hristophe si chiamava Mohammed, una volta. Un nome che racchiude in sé un’identità precisa: l’essere musulmano. Arrivato in Francia dall’Algeria, ricevette un «primo annuncio» del Vangelo da alcuni cristiani protestanti. «Negli anni ’70, rispetto a oggi, era più facile diventare cristiani provenendo dall’islam. A quel tempo fra i musulmani non erano così diffuse le posizioni radicali che oggi portano alcuni a chiedere di togliere i crocifissi addirittura dalle pareti di scuole e ospedali cattolici». Poi Mohammed ha chiesto il battesimo nella Chiesa cattolica ed è diventato cristiano. Già rappresentante nel commercio, ora è un nonno felice in pensione con tre nipoti, avuti dai tre figli e abita nella regione parigina. Circa una decina di anni fa, era il giugno 2001, insieme ad altri musulmani convertiti al cristianesimo, ha dato avvio ad un gruppo di preghiera e di sostegno, Mère Qabel , che ha trovato accoglienza nella diocesi di Meaux, nella regione dell’Ile de France. «Qui tutte le domeniche ci incontriamo a pregare perché anche i nostri fratelli musulmani possano ricevere e accogliere la chiamata di Cristo. E dal 2007 aiutiamo nel cammino verso il catecumenato quanti hanno difficoltà a compiere questo percorso». Ogni anno a Notre Dame de Kabylie, la parrocchia della diocesi di Creteil che ospita questo servizio di accompagnamento, arrivano quattro-cinque aspiranti cattolici provenienti dall’islam. In questo cammino – che secondo Christophe riguarda ogni anno in Francia 150-200 persone, guardando solo a quanti bussano alle porte della Chiesa cattolica, non contando dunque chi approda alle Chiese protestanti o alle Ortodosse – è avvenuto un incontro decisivo e arricchente: quello con alcune grandi figure della Chiesa dei primi secoli. «Abbiamo scoperto che alcuni grandi personaggi dei primi secoli del cristianesimo provenivano dalle nostre terre di origine, Algeria, Marocco, Tunisia, insomma quello che è conosciuto come Maghreb. Penso a Tertulliano, Cipriano e Agostino, nato e cresciuto in Algeria». Di qui è nata, nella parrocchia di Notre Dame e con altri gruppi che seguono questi «nuovi cristiani dall’islam», l’idea di un pellegrinaggio sulle tracce del vescovo di Ippona. Così dal 26 al 30 agosto 27 persone tra cristiani veva, nuti dall’islam e catecumeni in cammino verso il battesimo saranno a Milano e a Pavia. «La maggior parte di loro – spiega Christophe – sono di origine maghrebina». Del pellegrinaggio in Italia ha dato notizia nei giorni scorsi l’agenzia AsiaNews : l’iniziatila prima di questo tipo («ma contiamo di ripeterla fra qualche anno, andando anche a Roma», spiega Christophe) prevede una visita a Milano, dove Agostino venne battezzato da sant’Ambrogio e a Pavia, che nella Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro custodisce le spoglie dell’autore delle Confessioni .
Vi prendono parte anche le associazioni Saint-Augustin di Nantes, i gruppi Myriam Baouardi e Charles de Foucauld della diocesi di Albi-Tolosa.
Con questo pellegrinaggio, in maniera simbolica, si vuole promuovere e diffondere una nuova consapevolezza in materia di libertà religiosa. Inclusa la libertà di conversione. «I cattolici italiani e francesi devono sapere che la libertà di abbracciare il cristianesimo – come ogni altra fede – è vietata dall’islam. Questo è uno scandalo che non si può accettare. Perché? L’islam invita tutti a convertirsi e a diventare musulmani, ma un islamico non può diventare cristiano. Nei Paesi islamici tutto ciò è vietato e non è accettato dalla comunità islamica neppure in Paesi come Francia e Italia. Vogliamo dire il nostro no a questo apertheid, che è contrario ai diritti umani e alle Costituzioni dei nostri Paesi». Il responsabile di Mère Qabel sottolinea come in Paesi a maggioranza islamica come Marocco, Algeria, «perfino in Arabia Saudita, vi sono conversioni al cristianesimo. Ma queste persone si nascondono per motivi di sicurezza». Cristophe – che porta un nome emblematico:
colui che porta Cristo – sente profondamente e personalmente questa sfida: «Non vedo perché dovrei essere impedito di avvicinare al cristianesimo i miei fratelli musulmani. Sono diventato cattolico e ho vissuto un’esperienza così magnifica che spero che anche altri possano accettare di diventare figli di Dio e fratelli di Cristo».
Immigrati in Francia dal Nord Africa, hanno incontrato Cristo e la Chiesa. «Mère Qabel», la loro associazione, sostiene il cammino del catecumenato Era Mohammed, ora è Christophe: «Chiediamo libertà religiosa. Anche per i musulmani che diventano cristiani»
SCENARI
Golfo Persico, crescono i cristiani
Nel Golfo Persico vive una Chiesa «inaspettata» ma alquanto rilevante. Se nel Medio Oriente si assiste all’esodo dei cristiani, in queste terre il numero dei fedeli cresce considerevolmente. Nel vicariato d’Arabia, che è il più esteso al mondo (oltre agli Emirati Arabi comprende il Qatar, il Bahrain, l’Arabia Saudita, l’Oman e lo Yemen), i cristiani sono milioni: in media tra il 7 e il 10% della popolazione, ma negli Emirati superano il 30% degli abitanti. Alla Chiesa del Golfo è dedicato l’ultimo numero di «Mondo e Missione», il mensile del Pime, che esce alla vigilia del Sinodo per il Medio Oriente convocato per ottobre.

Un incontro del gruppo «Mère Qabel», nella diocesi di Meaux, in Francia
Pavia: San Pietro in Ciel d’Oro (foto Boato)